GAMMA DINAMICA IN FOTOGRAFIA – UN SEMPLICE TEST PER CONOSCERE LA PROPRIA STRUMENTAZIONE

Cosa si intende per gamma dinamica

La gamma dinamica rappresenta una gamma di intensità luminosa rilevabile o assimilabile da una superficie sensibile. In fotografia per superficie sensibile si intende la pellicola oppure un sensore digitale.

Immaginando di osservare una fotografia o una qualsiasi immagine, potremmo pensare alla gamma dinamica come rapporto, espresso in STOP, dell’ intensità luminosa tra l’elemento più scuro e quello più chiaro all’interno dell’immagine stessa.

La nostra fotocamera è davvero in grado di percepire tutti i passaggi di intensità luminosa o deve scontrarsi con dei limiti tecnologici?

Come accennato poco fa, la gamma dinamica si misura in STOP. In questo caso gli STOP sono dei “gradini” di intensità di illuminazione crescente o decrescente. Questi “gradini”, caratteristici di ogni fotocamera, sono numericamente limitati.

Per questo motivo è importante conoscerne la quantità di gradini messa a disposizione dalla nostra fotocamera (oltre alla qualità…ma facciamo un passo alla volta).

Nonostante la tecnologia progredisca a passi da gigante, continuano a presentare dei “limiti” tecnologici. La gamma dinamica cambia da fotocamera a fotocamera. Addirittura ci sono differenze tra un modello X di marca Y ed un’altra della stessa marca e stesso modello.

La prima volta che sentii parlare di questa differenza di gamme dinamiche naturalmente mi venne la curiosità di capire quanto “efficiente” fosse in questi termini la mia fotocamera dell’epoca, una mitica Reflex EOS Canon 30D!

Quanto conosci davvero la tua fotocamera?

Ebbene sì, questa fu la domanda che mi posi in quel momento!

La scoperta di questo argomento mi fece venire un po’ di dubbi sulla conoscenza effettiva della mia strumentazione e sulla mia conoscenza generale in fotografia 😐

Tranquillo: per fortuna a tutto c’è un rimedio!

Se anche tu a questo punto fossi preso dalla curiosità di conoscere meglio questa caratteristica della tua fotocamera, ti inviterei a seguire il semplice TEST che sto per proporti. Tutto ciò che ti serve è la tua fotocamera (Reflex o mirrorless che sia, l’importante è che ti dia la possibilità di intervenire su apertura focale, iso, ecc…), e se possibile, anche di un cavalletto, e una graycard o cartoncino grigio medio 18% , del quale abbiamo parlato nello scorso articolo!

IL TEST DELLA SCALA DEI GRIGI

La prima cosa da fare è decidere dove appendere il cartoncino grigio. Il posto ideale è un punto in cui si ha la certezza di avere un’illuminazione il più possibile costante per un tempo sufficiente per lo svolgimento del test (10-15 minuti circa). L’illuminazione che utilizzeremo è quella del Sole, di conseguenza presta attenzione ad eventuali nuvole che potrebbero anche solo temporaneamente oscurare la luce.

Inoltre è raccomandabile che non ci siano pareti colorate in prossimità del cartoncino perché il colore riflesso ne influenzerebbe la lettura della luce.

A questo punto posiziona la tua fotocamera sul treppiede direzionando l’obiettivo verso il cartoncino grigio e accertati che nel momento in cui ti posizionerai dietro la fotocamera per scattare, né la fotocamera, né tu stesso, proiettiate delle ombre che lo oscurino.

Fai in modo ora che il cartoncino riempia completamente la scena ripresa all’interno del mirino. Passa in modalità Messa a Fuoco Manuale e prova a mettere a fuco il cartoncino il più possibile. Non ti preoccupare se non riesci a ottenere una messa a fuoco precisa: la finalità è quella di fotografare il grigio, non i dettagli superficiali del cartoncino.

Passa quindi al bilanciamento del bianco, utilizza possibilmente quello personalizzato (se non fosse possibile usa quello automatico). Ogni fotocamera ha i propri passaggi per fare il bilanciamento del bianco personalizzato. Se avessi qualche dubbio su come fare quindi, il mio consiglio è quello di dare un’ occhiata al libretto di istruzioni della tua fotocamera.

L’immagine sottostante raffigura una legenda dei simboli STANDARD utilizzati per raffigurare le differenti tipologie di bilanciamento del bianco sulle fotocamere:

Completato il bilanciamento del bianco, accertati infine di aver configurato RAW come formato dell’immagine (se RAW non fosse disponibile utilizzare il formato JPG).

Passando in modalità di scatto manuale, settiamo i seguenti parametri:

  • ISO 100
  • Diaframma f/8 (se la luce è molto forte, anche f/16)

A questo punto guarda cosa ti suggerisce l’esposimetro della tua fotocamera e regola il Tempo di Esposizione in modo da ottenerne una lettura più corretta possibile (effettua la regolazione agendo solamente sul tempo di esposizione, non toccare né ISO, né apertura focale). Specifico in oltre che scrivo di proposito “più corretta possibile” perché per effettuare questo test è necessario partire da un valore di STOP INTERO, il quale potrebbe non portare il cursore dell’esposimetro esattamente al centro come è invece rappresentato nell’immagine sottostante.

Scarica e stampa il PDF di questa tabella.

Nella riga centrale compila i tre campi inserendo rispettivamente i valori ISO, Apertura Focale e Tempo dell’otturatore.

Scatta quindi la prima foto.

Incrementa ora la velocità di scatto dell’otturatore di UNO STOP.

ATTENZIONE: alcune fotocamere permettono regolazioni di mezzo STOP o di un terzo di STOP. Accertati di variare gli STOP INTERI. Nel caso in cui la tua fotocamera vada di mezzo STOP in mezzo STOP dovrai fare due scatti di rotazione della ghiera. In caso in cui la fotocamera permetta regolazioni di 1/3 di STOP, dovrai far fare 3 scatti alla ghiera di regolazione per passare da uno STOP intero all’altro.

Scatta quindi la seconda foto e segna il nuovo tempo dell’otturatore nella tabella nel campo subito sopra a quello precedente.

Procedi quindi aumentando la velocità di scatto di un altro STOP INTERO, poi scatta un’altra foto e segna nuovamente in tabella il valore di quest altro valore di STOP.

Continua quindi questo processo fino a quando avrai compilato la parte superiore della colonna dei tempi di otturazione.

Poi torna alla configurazione iniziale ISO 100, f/8, Tempo iniziale e ripeti la procedura questa volta diminuendo via via la velocità di scatto dell’otturatore sempre a valori di STOP INTERI.

Alla fine del test dovresti trovarti in tabella 13 variazioni di velocità di scatto dell’otturatore, e le 13 fotografie rispettive salvate sulla scheda di memoria della tua fotocamera.

COSTRUZIONE DELLA SCALA DINAMICA

Giunti a questo punto è arrivato il momento di scaricare le foto appena scattate, e di costruire mediante un qualsiasi software di ritocco di immagini uno schema tipo il seguente, affiancandole l’una con l’altra dalla più scura, a quella più chiara:

Questa è la GAMMA DINAMICA a ISO 100 – f/8 della mia EOS Canon 30D. A parità di macchina fotografica e obiettivo, la tua EOS Canon 30D (se hai quella), potrebbe dare con estrema facilità risultati differenti!

STUDIO DELLA SCALA DINAMICA APPENA CREATA

Guardando l’immagine della SCALA DINAMICA saltano subito all’occhio tre cose:

  • Le immagini complessive sono 10 e non 13
  • Le ultime due immagini a destra sono entrambe bianche
  • La prima foto scattata ad inizio test, contornata da due lineette fini rosse dovrebbe essere al centro, non più vicina al bianco, o al nero.

Cosa significa tutto ciò? Come va interpretato?

La sequenza di immagini conta solo 10 foto perché le ultime due (la 12 e la 13 non presenti), erano completamente bianche, come la 10 e la 11. In sostanza le ultime 4 foto (10, 11, 12, 13) scattate con tempi di otturazione nettamente più lenti, hanno generato scatti completamente bianchi. Senza alcuna differenza se non impercettibile.

E certo, ti starai chiedendo, ma come fai ad essere sicuro che non sia un problema di calibrazione del monitor o di sensibilità del tuo occhio?

Sono sicuro del risultato perché in fase di assemblaggio di questa sequenza di immagini, man mano che aprivo i singoli scatti con il mio software di editing (utilizzo Affinity PHOTO), tramite il conta-gocce andavo a verificare i valori RGB in tre punti differenti di ogni immagine. Ho eseguito le misurazioni nella parte in alto a sinistra, nel centro e in basso a destra. Ognuna di queste letture mi ha fornito come risultato, tre valori RGB. Valori che ho raccolto in quest’altra tabella.

Una volta compilata è sufficiente osservare i valori medi RGB.

E per valori medi intendo i risultati di medie matematiche dei valori recuperati dalle tre rilevazioni effettuate su una stessa immagine con il conta-gocce. Per calcolarla quindi è sufficiente fare le tre rilevazioni RGB (ottenendo così 3 valori R, 3 valori G, e 3 valori B); sommare tra loro i 3 valori R e dividere il risultato per 3; sommare i 3 valori di G e dividere il risultato per 3; sommare i tre valori di B e dividere il risultato per 3. I tre risultati ottenuti sono i valori medi RGB.

Spostandosi verso le estremità delle zone chiare o delle scure, noterai delle differenze di valori medi RGB sempre meno marcate: cosa che dal punto di vista visivo si traduce in differenze sempre meno visibili “fino a non riuscire più a distinguere il passaggio per esempio da un quasi bianco ad un bianco o tra un quasi nero e un nero”.

D’accordo… ma tutto questo a cosa mi serve?

Molto semplicemente come anticipato in precedenza, questo test serve per verificare l’efficienza della propria attrezzatura in termini di GAMMA DINAMICA. L’immagine vista in precedenza, quella che raffigura la GAMMA DINAMICA della mia Canon 30D e che rappresento nuovamente qui di seguito, dice che la mia fotocamera “da risultati migliori” con le tonalità più scure. Questo fa si, che per garantire una cattura maggiore di dettagli, io debba sfruttare questa situazione al meglio.

Come?

Prediligendo uno spostamento dell’esposimetro più verso la sottoesposizione che non al centro o verso la sovraesposizione!

Per concludere presento qui di seguito altri due test fatti incrementando di volta in volta i valori ISO, prima a 400 e poi a 800. Guardando l’immagine noterai anche un’altra informazione: cioè che il valore ISO 100 della mia fotocamera è per essa il valore meno funzionale dal punto di vista della GAMMA DINAMICA. Se noti infatti a ISO 400 e a ISO 800, le zone più chiare sono distinguibili. Cosa che non succede a ISO 100.

Di conseguenza se utilizzo la mia Canon 30D a ISO 100 mi conviene non seguire il suggerimento dell’esposimetro, ma forzare il cursore verso la sottoesposizione. Se invece utilizzo ISO 200 o ISO 400, posso seguire il suggerimento fornito dell’esposimetro poiché so che la sensibilità di rilevamento di GAMMA è bilanciata e non rischio di perdere dettagli nelle parti chiare.

Spero che questo articolo sia stato di tuo gradimento. Siccome è un argomento complesso sia da comprendere che da spiegare, ti chiederei di segnalarmi la presenza di eventuali punti di difficile comprensione. Così che io possa eventualmente integrarli per renderli maggiormente comprensibili.

Per finire metto nuovamente qui sotto a disposizione i link per scaricare le due tabelle per la costruzione delle GAMME TONALI, e in più, un PDF riassuntivo dei passaggi fondamentali da seguire per eseguire il test completo:

RILEVAMENTO ZONE RGB

TABELLA ZONE RGB

RIASSUNTO STUDIO GAMMA TONALE

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