CONSIDERAZIONI PERSONALI SULLA COMPOSIZIONE

Vi siete mai chiesti perché alcune foto “funzionano” meglio di altre?

“Alcune foto funzionano meglio di altre perché hanno la capacità di richiamare l’attenzione dell’osservatore, riescono a stimolare la sua curiosità, a guidare il suo sguardo nella lettura dell’immagine, e a suscitare sempre in lui delle emozioni. I settaggi della fotocamera sono sicuramente importanti, ma per dare il tocco magico all’immagine, è necessario avvalersi di una solida composizione”.

La composizione quindi non deve essere lasciata al caso: non è una coincidenza e deve essere pensata e progettata a monte.
Credo che sia doveroso prima di tutto fare una distinzione: il contenuto di una foto è una cosa, la composizione è un’altra!
 
Il contenuto rappresenta gli elementi contenuti all’interno del frame (della scena, cioè della foto), mentre la composizione è il modo in cui questi elementi vengono organizzati e disposti al suo interno.
 
Quando si ha a che fare con la Street Photography diventa spesso difficile riuscire a comporre correttamente una scena sia perché in genere tutto accade velocemente, sia perché capita sovente di farsi distrarre da mille altre questioni come per esempio i settaggi della fotocamera.

“Questo è il motivo per cui personalmente ritengo che sia importante sviluppare la capacità di prevedere il modo in cui una situazione potrebbe evolversi.

Il grande lavoro da fare per tanto non è quello di agire sulle impostazioni della fotocamera (certo, anche questi sono importanti ma non sono tutto), ma è quello di pensare. Pensare al soggetto, a come voglio porlo in evidenza, a quali sono gli oggetti attorno che potrebbero fargli da cornice al fine di metterlo in risalto.
Solo dopo aver fatto questo lavoro che io chiamo “Progettazione dello Scatto” prendo la fotocamera e scatto la foto.
E non importa se in quel momento ho tra le mani una Reflex, la mia X100F oppure il Huawei P9 LITE.

Considerate l’attrezzatura che avete come uno strumento progettato essenzialmente per svolgere due funzioni: bloccare un fotogramma del “film che state visualizzando nella vostra testa” (quindi la scena della quale state prevedendo l’evolversi della situazione), e aiutarvi ad includere e/o escludere eventuali altri elementi dalla scena.

La foto che vedete in questo post è stata scattata con il mio smartphone, un Huawei P9 LITE, dopo aver pensato ad una situazione che a tutti gli effetti si sarebbe potuta verificare.
La ragazza è posizionata praticamente al centro della foto ed è l’unica persona che ha il viso interamente visibile. Come se non bastasse si trova all’interno di una cornice formata da persone di spalle, da persone con il viso solo parzialmente visibile, e da oggetti come il montante del vetro posizionati attorno: tutti elementi che di per sé destano poco interesse, ma che acquisiscono l’importante funzione di veicolare lo sguardo dell’osservatore in direzione del soggetto stesso.
Ero seduto anche io sul pullman e occupavo uno dei posti posteriori. Una volta individuato quello che doveva essere il soggetto principale mi sono solo spostato su un lato in modo da mettermi in una posizione grazie alla quale gli altri visi risultassero almeno parzialmente coperti per il fenomeno del parallasse.
Infine ho scattato.

Se la composizione è buona, la foto è buona!

Daniele
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